Litigi di coppia

Quando ci innamoriamo e iniziamo a vivere insieme tutto appare bello.

La vita quotidiana ci promette una grande felicità e desideriamo proprio vivere le cose più semplici.

Ma prima o poi tutti incontriamo le asperità nostre e del partner; iniziano piccole o grandi divergenze, fastidiosi compromessi, irritazioni che possono essere suscitate da fatti apparentemente banali e rovinano la vita.

Solitamente pensiamo che i piccoli litigi non abbiano un grande significato, mentre le discussioni sulle grandi questioni ci
spaventano.

Alcuni cercano di evitarle: ma se le divergenze riguardano le scelte di vita sono assolutamente da affrontare.
Quando si prendono decisioni che riguardano il tipo di vita che si farà insieme, il luogo dove andare ad abitare,
se avere o no dei figli, è indispensabile che ciascuno possa esprimersi, che si senta capito nelle sue esigenze e che la scelta sia condivisa, altrimenti non nasce un progetto di vita comune ma uno si fa piacere quello dell’altro e poi sarà infelice o rancoroso.

Ma perché si cede nelle grandi scelte? Sono tre gli errori più frequenti:

  • il primo è quello di lasciare decidere all’altro per evitare di discutere
  • il secondo di cedere perché l’altro ha una personalità più forte
  • il terzo errore è quello di mettere la relazione davanti alle proprie esigenze.

Quest’ultima situazione accade soprattutto a quello dei due che ama di più. Ma un conto è lasciare scegliere all’altro il ristorante, un viaggio, il film da vedere, altro conto il luogo dove andare a vivere, se avere dei figli, se dare loro un’educazione religiosa o no.

E chi cede all’altro entra in una condizione di “servitù volontaria”. Se ha ceduto su qualcosa per lui era fondamentale, in futuro se ne pentirà.

Per evitare i guai, vale la regola di esprimere all’altro chiaramente quello a cui non si può rinunciare. Occorre un certo coraggio perché l’altro potrebbe avere una posizione inconciliabile. E quando ci si ama, non si vuole perdere l’altro. Alcuni accettano situazioni insostenibili per evitarlo. Ma in realtà è assai preferibile che una situazione inconciliabile emerga subito; è chiaro che per farlo dobbiamo sapere cosa per noi è irrinunciabile e cosa voluttuario.

Tutt’altra questione sono i sono i litigi per questioni banali, che possono avvelenare l’aria e rendere il clima opprimente e irrespirabile. Buona parte delle discussioni sono indotte dall’irritazione, nascono dalle piccole manie e dalle diverse abitudini.

Litigare continuamente non è segno di amore; si finisce sempre per ferirsi, per dire cose che non si vorrebbero dire, capita di andare oltre. I litigi possono divenire l’occasione per colpire l’altro nei suoi punti deboli, per attaccare la sua famiglia, suo padre sua madre.

Quando questo accade, significa che la coppia è in grave crisi.
È questo il caso narrato nel libro Il Professore di Desiderio di Philip Roth. David Kepesh è un professore di Lettere all’università.

Conosce Helen, una donna bellissima e ne rimane ammaliato: si sposano, ma dopo neppure tre anni la loro vita è un continuo litigio.
David le chiede: “Su cos’è che litighiamo di più? Al principio per il pane tostato. Perché mi domando e chiedo: non tostare il pane mentre cuociono le uova, invece che prima? In questo modo potremmo mangiarlo caldo invece che freddo”.
Helen: “Non posso credere che stiamo litigando su questo”.

Helen ha ragione, infatti non litigano sul toast freddo ma vi è ben altro a dividerli. Entrambi si sono sposati “a testa bassa e con scarsa convinzione”. Helen era stata una donna bellissima e aveva un passato avventuroso da cui David era stato molto affascinato. Lei si era sposata proprio per fuggire da quel mondo dorato perché era molto pericoloso e si era appoggiata a David che era il primo uomo solido che aveva trovato. Lui era rimasto affascinato dal fatto che una donna di unabellezza sconvolgente, una femme fatale preda abituale dei miliardari, lo scegliesse.

Traducendo, lui era stato affascinato dal personaggio di lei, e lei dalla sua normalità, ma dopo il matrimonio entrambi erano rimasti delusi.

Helen infatti è sempre distratta, una distrazione che per David è intollerabile. Si rende conto che questi gesti rivelano la sua indifferenza totale alla loro vita in comune, è mancanza di amore.

David sospetta che la moglie non sia felice, che abbia una grande nostalgia del vecchio amante che era ricchissimo e affascinante, e della vita brillante che conduceva con lui.

Helen gli aveva raccontato di essere fuggita perché aveva paura che quell’uomo le facesse del male, ma in realtà temeva soprattutto che lui la potesse sostituire con una donna più giovane.

E anche se David l’aveva accolta a braccia aperte, la vita che David conduceva, era la vita di un professore di Lettere in università, una vita per lei del tutto insignificante.

I continui litigi di David e Helen rivelano la verità che non si dicono; sono l’unico terreno in cui trovano l’alibi per dirsi l’un l’altra quello che non hanno il coraggio di dirsi: che si detestano.

La verità, nel tempo, però si fa sempre strada; lei fuggirà a cercare il vecchio amante, per scoprire che non la vuole più. Emerso il vero motivo delle liti lei e David finiranno per lasciarsi poche pagine dopo.
I piccoli litigi nascondevano crepe profonde e insanabili.

Articolo di Cristina Cattaneo, tratto da “Il ponte”, settembre 2022